Vota per Blaise Campaore
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- Oussou – gli
sussurra Mariama – se mi compri una mucca, potremo bere latte fresco tutti
giorni. Potremo mangiare polpette di semi e farina condite con la salsa di
foglie di baobab, e se un giorno non mangiamo tutto il piatto, potrei
impastare gli avanzi con latte fresco e ne mangeremo ancora, e diventerei
grassa e bella.-
-Sei già bellissima,
Mariama, - gli risponde soave Oussou, avvolgendosi una delle sue treccine
attorno alle dita.-
-Ma non sono grassa,-
lei lo riprende con tristezza.- Desidero una mucca più di ogni altra cosa al
mondo.-
Oussou leva in alto
l’indice e con voce ferma le ricorda:
-Mariama, è scritto:
l’uomo che chiede di meritare il paradiso, altro non ha bisogno che mangiare
pane asciutto, bere acqua fresca, dormire sulla nuda terra.-
-L’uomo forse, non la
donna,- sospira Mariama, ma poi prova subito vergogna. Oussou lavora e
risparmia per comprarle qualcosa di speciale, una sorpresa. Si ripromette di
non parlare della mucca per almeno una settimana.-
Un giorno di qualche
anno prima Mariama aveva accompagnato suo zio alla ricerca di un uomo col
tamburo e avevano trovato Oussou.
-La pace sia con te
.- Aveva salutato suo zio.
-La pace sia con te.-
Aveva risposto calmo Oussou.
-Ti sei svegliato in
pace?- Aveva chiesto premuroso suo zio.
-Solo in pace.-
-Hai un tamburo?-
-Ho due tamburi.-
-Un tamburo basta. Ho
un lavoro per te.-
Oussou Tamboura se ne
sta ad ascoltare lo sconosciuto che gli spiega il lavoro, poi posa lo
specchietto nel quale si stava ammirando la barbetta e dice:
-Tu vuoi che vada per
le strade del villaggio, rullando il mio tamburo e gridando “Vota per Blaise
Campaore” ?-
-Giusto, esattamente
così.-
-E se uno sembra
indeciso gli devo regalare una T-shirt? -
-Si.-
Oussou Tamboura aveva
preteso di essere in grande stato di indignazione:
-E cosa mi verrai a
chiedere ancora? Di rompere le tue noci di cocco? I sono un artista. Io
intaglio nell’aria le parole che confondono la mente. Io canto l’aquila del
deserto e la grande saggezza degli oceani. Io faccio zampillare l’arcobaleno
dal pozzo della storia. Quando canto, le mie ballate tragiche fanno piangere
tutto il villaggio per tre lune. Quando recito le conquiste dei nostri
guerrieri, le mucche si svegliano dal loro sonno al tremito delle ginocchia
degli infedeli. Quando racconto le Dieci Piaghe d’Egitto o L’infinita
Sapienza dei Gemelli di Timbuctù, i principi mi tirano per la manica e mi
pregano di raccontare ancora. E tu mi chiedi di girellare gridando come uno
scemo per la città, di fare l’annunciatore di luoghi comuni, il galoppino, e
magari il venditore di pelli di pecora. Non se ne parla nemmeno. Ogni volta
che piagnucolo ‘Vota per Blaise Campaore’ una biblioteca brucerà. Tremila
franchi.-
-Duemilacinquecento.-
-Duemilacinquecento e
una T-shirt.-
-Bene, comincia
subito.-
Mariama aveva seguito
Oussou nascosta col pretesto di controllare il lavoro per conto dello zio,
ma era rimasta affascinata dalle sue buone maniere con le signore elettrici.
-Madame, quanti figli
hai?- Cominciava Oussou con innocenza.
-Sette.
Perché? –
Rispondeva la donna con sospetto e curiosità.
-Blaise ama i
bambini,- le sorrideva Oussou, correndo verso il carretto col somarello in
una nuvola di polvere e tornando con le braccia piene di T-shirts.
Lo zio aveva promesso
a Mariama di aiutarla a sposare Oussou se Blaise Campaore avesse vinto le
elezioni. Mariama aveva deciso di non interessarsi alla politica e che
avrebbe sposato Oussou in ogni caso.
Il tempo era passato e
ora Mariama temeva di non essere abbastanza grassa per Oussou.
Che cos’era che
Oussou gli ripeteva sempre? "Il mondo è come un ponte, Mariama. Noi ci
passiamo sopra, ma non ci possiamo costruire." Ed ecco che ti arriva il
carretto col somarello di Seydou nel cortile proprio stamattina per
scaricare quattrocento mattoni di fango.
"A che servono tutti
questi mattoni?" Gli aveva chiesto Mariama.
"Tuo marito vuole
un’altra capanna," le aveva detto Seydou impilando i mattoni in un angolo
del cortile.
"Non ci serve un’altra
capanna.”
Seydou aveva scrollato
le spalle, stando bene attento a non incontrare i suoi occhi. “Forse tuo
marito ci vuole metter una macina per i semi di miglio.”
Due capanne, di
questo parlava tre mesi prima Oussou con la vicina Tidjani. Per questo
Oussou aveva risparmiato, per fare una seconda capanna.
Mariama
li aveva sentiti mentre si lavava i capelli dietro la sua capanna.
-Non
posso mettermi ancora con te, Tidjani,- le stava dicendo suo marito- devo
risparmiare.-
-Per tua
moglie?-
-Si, è
così.-
Dietro
la capanna Mariama aveva rialzata la testa e sollevata la cortina d capelli
umidi.
-Devi
fare attenzione,- diceva Tidjani.
-Abbassa
la voce, ci può sentire.-
-Vuoi
dire che ancora non sa di noi due? –
-Non
ancora.-
“I
quattrocento mattoni servono per fare una piccola capanna per me,” pensa
Mariama “Oussou porta Tidjane nella nostra capanna”.