Racconti                                           

                                                                                                                                                                               

J G Page Sapodilla    

  LA STORIA DEL MERCANTE GELOSO  (da un racconto  arabo)                                                                                                                                 

C’era una volta a Baghdad un ricco mercante che possedeva una schiava di cui era terribilmente geloso. La schiava aveva forme deliziose e sapeva discorrere di ogni argomento. Per questa gelosia che lo tormentava, il mercante rimandava sempre i suoi viaggi di affari per timore di lasciare sola la sua favorita. Un giorno che doveva per forza partire gli venne l’idea di visitare la bottega di un uomo che veniva dalla Persia e si diceva fosse in grado di risolvere ogni problema. Il mercante si recò dunque nella bottega del persiano e gli espose il suo caso. Ti darò un corvo un pappagallo e un grillo.- Gli disse il saggio persiano.- Il grillo sarà un filo dell’erba del tuo giardino e saprà chi entra e chi esce dalla tua casa. Il pappagallo sarà un dono che porterai alla tua favorita e lei lo terrà nella sua stanza da letto. Il corvo volerà da un ramo all’altro, spierà dalle finestre e ti riferirà di ogni cosa accada nelle altre stanze. Tutti e tre questi animali sono intelligenti e di grande furbizia. – Il mercante si sentì dunque sicuro di mettersi un viaggio per scambiare le sue merci con altre o acquistarne di nuove col suo oro. Al suo ritorno combinò di incontrarsi segretamente col corvo, il grillo e il pappagallo, in modo da poter chiedere loro cosa aveva fatto la sua favorita mentre egli era assente in viaggio. Il corvo disse –Ho visto la tua favorita che banchettava tre volte al giorno con uno sconosciuto, e gli dava frutta candita, e gli versava coppe di vino, e gli offriva ogni piatto prelibato a tue spese.- Il grillo disse – Il giorno che sei partito ho visto la tua favorita che scendeva nel giardino per venire incontro a uno sconosciuto e rideva di gioia mentre lo conduceva in casa. E poi ho visto di nuovo lo sconosciuto uscire dalla casa mentre ella piangeva disperata, il giorno in cui sei tornato. - Da ultimo il pappagallo gli rivela a quali giochi si è abbandonata la sua schiava prediletta con il suo amico, senza nascondergli nulla sui particolari degli svaghi a cui ogni giorno si dedicavano in assenza del signore della casa. Quando ebbe appreso tutto questo, il mercante, al colmo dell’ira, si precipitò dalla sua schiava infedele e più volte la percosse duramente. In un primo momento la schiava sospettò di essere stata vittima dell’invidia di una delle altre schiave e si accinse a interrogarle una dopo l’altra. Tutte le giurarono di aver sorpreso le confidenze dei tre animali al mercante: erano stati loro tre e nessun altro a riferire tutto. La donna allora decise di usare tutta la sua astuzia per difendersi e farsi credere innocente. Un giorno che il mercante dovette assentarsi dall’alba al tramonto, coprì con panno nero la gabbia del pappagallo, poi comandò a una serva di farci girare sopra una macina per il pepe, a un’altra di innaffiare la gabbia con tazze d’acqua, mentre una terza faceva del gran rumore con pentole forchette a destra e sinistra e una quarta provvedeva a manovrare uno specchio davanti a un lume. Poi la favorita prese la resina da un pino e la cosparse sulle ali del grillo, lo voltò sulla schiena e lo incollò sulla corolla di un girasole, infine tagliò una margherita e la appese al contrario a un ramo proprio sopra la tesa del grillo. Infine mandò a comprare tappeti che rappresentavano navi che vanno per mare e li appese alle finestre. Ritornato al tramonto, il mercante interrogò di nuovo i tre confidenti e gli chiese cosa fosse successo in sua assenza durante tutto il giorno. Il corvo disse - Le acque del mare hanno silenziosamente invaso le stanze della casa e tutte le donne si sono messe in salvo sui vascelli.- Il pappagallo disse - Il mondo stamattina si è capovolto, il cielo è andato al posto della terra e ho temuto che i fiori mi cadessero sulla testa.- Il pappagallo disse – Padrone accogli le mie scuse, perché non posso dirti niente. Il sole si è oscurato ed è scoppiata una tempesta. Non ho potuto vedere nulla o sentire parole, tanta era l’oscurità, il rumore della pioggia, i tuoni e i lampi violenti che sono andati avanti senza interruzione fino a sera.- -Maledizione, - scoppiò il mercante adirato contro il pappagallo, – oggi ho sofferto un gran caldo tutto il giorno a causa del sole ardente, e ignori forse che siamo nel mezzo dell’estate e mai piove in questo mese?- -In nome del Profeta tutto quello che ti ho detto è veramente accaduto oggi, ho visto e sentito- insistette il pappagallo. Questi tre sono pazzi concluse il mercante, oppure si sono messi d’accordo per ingannarmi. Così prese i tre animali e li vendette al mercato, perché ne facessero quello che volevano. In seguito il mercante seppe dai vicini che tutto ciò che i tre confidenti gli avevano rivelato era vero. Comprendendo in fine a quali trucchi astuti era ricorsa la sua favorita si pentì, ma era troppo tardi, di aver scacciato i suoi tre informatori così preziosi e fidati. _

                                                                                                                                                         

                                                                                                                                                                                               

                     

 

    

 

   

Per problemi o domande su questo sito Web contattare Strudel.
Ultimo aggiornamento: 21-09-09.