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LA
STORIA DEL MERCANTE GELOSO (da un racconto arabo)
C’era una volta a Baghdad un ricco mercante
che possedeva una schiava di cui era terribilmente geloso. La schiava aveva
forme deliziose e sapeva discorrere di ogni argomento. Per questa gelosia
che lo tormentava, il mercante rimandava sempre i suoi viaggi di affari per
timore di lasciare sola la sua favorita. Un giorno che doveva per forza
partire gli venne l’idea di visitare la bottega di un uomo che veniva dalla
Persia e si diceva fosse in grado di risolvere ogni problema. Il mercante si
recò dunque nella bottega del persiano e gli espose il suo caso. Ti darò un
corvo un pappagallo e un grillo.- Gli disse il saggio persiano.- Il grillo
sarà un filo dell’erba del tuo giardino e saprà chi entra e chi esce dalla
tua casa. Il pappagallo sarà un dono che porterai alla tua favorita e lei lo
terrà nella sua stanza da letto. Il corvo volerà da un ramo all’altro,
spierà dalle finestre e ti riferirà di ogni cosa accada nelle altre stanze.
Tutti e tre questi animali sono intelligenti e di grande furbizia. – Il
mercante si sentì dunque sicuro di mettersi un viaggio per scambiare le sue
merci con altre o acquistarne di nuove col suo oro. Al suo ritorno combinò
di incontrarsi segretamente col corvo, il grillo e il pappagallo, in modo da
poter chiedere loro cosa aveva fatto la sua favorita mentre egli era assente
in viaggio. Il corvo disse –Ho visto la tua favorita che banchettava tre
volte al giorno con uno sconosciuto, e gli dava frutta candita, e gli
versava coppe di vino, e gli offriva ogni piatto prelibato a tue spese.- Il
grillo disse – Il giorno che sei partito ho visto la tua favorita che
scendeva nel giardino per venire incontro a uno sconosciuto e rideva di
gioia mentre lo conduceva in casa. E poi ho visto di nuovo lo sconosciuto
uscire dalla casa mentre ella piangeva disperata, il giorno in cui sei
tornato. - Da ultimo il pappagallo gli rivela a quali giochi si è
abbandonata la sua schiava prediletta con il suo amico, senza nascondergli
nulla sui particolari degli svaghi a cui ogni giorno si dedicavano in
assenza del signore della casa. Quando ebbe appreso tutto questo, il
mercante, al colmo dell’ira, si precipitò dalla sua schiava infedele e più
volte la percosse duramente. In un primo momento la schiava sospettò di
essere stata vittima dell’invidia di una delle altre schiave e si accinse a
interrogarle una dopo l’altra. Tutte le giurarono di aver sorpreso le
confidenze dei tre animali al mercante: erano stati loro tre e nessun altro
a riferire tutto. La donna allora decise di usare tutta la sua astuzia per
difendersi e farsi credere innocente. Un giorno che il mercante dovette
assentarsi dall’alba al tramonto, coprì con panno nero la gabbia del
pappagallo, poi comandò a una serva di farci girare sopra una macina per il
pepe, a un’altra di innaffiare la gabbia con tazze d’acqua, mentre una terza
faceva del gran rumore con pentole forchette a destra e sinistra e una
quarta provvedeva a manovrare uno specchio davanti a un lume. Poi la
favorita prese la resina da un pino e la cosparse sulle ali del grillo, lo
voltò sulla schiena e lo incollò sulla corolla di un girasole, infine tagliò
una margherita e la appese al contrario a un ramo proprio sopra la tesa del
grillo. Infine mandò a comprare tappeti che rappresentavano navi che vanno
per mare e li appese alle finestre. Ritornato al tramonto, il mercante
interrogò di nuovo i tre confidenti e gli chiese cosa fosse successo in sua
assenza durante tutto il giorno. Il corvo disse - Le acque del mare hanno
silenziosamente invaso le stanze della casa e tutte le donne si sono messe
in salvo sui vascelli.- Il pappagallo disse - Il mondo stamattina si è
capovolto, il cielo è andato al posto della terra e ho temuto che i fiori mi
cadessero sulla testa.- Il pappagallo disse – Padrone accogli le mie scuse,
perché non posso dirti niente. Il sole si è oscurato ed è scoppiata una
tempesta. Non ho potuto vedere nulla o sentire parole, tanta era l’oscurità,
il rumore della pioggia, i tuoni e i lampi violenti che sono andati avanti
senza interruzione fino a sera.- -Maledizione, - scoppiò il mercante adirato
contro il pappagallo, – oggi ho sofferto un gran caldo tutto il giorno a
causa del sole ardente, e ignori forse che siamo nel mezzo dell’estate e mai
piove in questo mese?- -In nome del Profeta tutto quello che ti ho detto è
veramente accaduto oggi, ho visto e sentito- insistette il pappagallo.
Questi tre sono pazzi concluse il mercante, oppure si sono messi d’accordo
per ingannarmi. Così prese i tre animali e li vendette al mercato, perché ne
facessero quello che volevano. In seguito il mercante seppe dai vicini che
tutto ciò che i tre confidenti gli avevano rivelato era vero. Comprendendo
in fine a quali trucchi astuti era ricorsa la sua favorita si pentì, ma era
troppo tardi, di aver scacciato i suoi tre informatori così preziosi e
fidati. _