Giovanni Di
Cristofano
© 2008
J G PAGE
sapodilla
La
vittima
sconosciuta
-Una persona
chiede di voi,
signore. L’ho
fatta entrare
nello studio,
- Wilson il
maggiordomo ha
parlato a bassa
voce..
–Non gli avete
chiesto di cosa
si tratta?-
Wilson era
qualcosa di più
di un semplice
maggiordomo,
conosceva gli
affari di George
Page e ne godeva
la più completa
fiducia.
-Sembra una
persona molto
riservata,
impenetrabile
direi.-
-Rimandatelo
indietro, sto
per uscire, come
sapete Lady
Gloria mi
attende. Stasera
è fuori
questione.
Ditegli di
tornare domani.-
La relazione tra
la bellissima
Lady Gloria
Hannox e George
Page é solo a
pochi intimi.
Alla coppia
piace la
riservatezza e
vogliono
mantenere
esclusiva la
loro relazione.
-Questo è il suo
biglietto da
visita, sir.-
Il maggiordomo
porge a un
biglietto da
visita su un
vassoio
d’argento,
regalo della
moglie del
ministro degli
esteri in una
circostanza
particolare
alcuni anni
prima. George
Page nota che
sul biglietto
sono state
aggiunte alcune
righe a penna
senza firma, ‘Vi
prego di
assistere
illimitatamente
questo mio amico
a cui siamo
debitori di
preziosi
servizi, la sua
riconoscenza ci
è
indispensabile.’
La persona che
ha aggiunto di
suo pugno quelle
righe ha una
calligrafia che
George Page
riconosce
subito, si
tratta di
qualcuno che
ricopre una
carica
importante in un
ufficio di
vitale
importanza, una
persona che si è
servita più
volte di
lui. Legge il
nome sul
biglietto.
-
Mustafà Seyan.
Uuhm!
Questo tipo ha
un nome turco. –
-Si, ha l’aria
di uno
straniero, anche
se il suo
inglese è
corretto. Dietro
la sua
riservatezza mi
è parso di
vedere una
grande
eccitazione.-
-Al diavolo,
devo uscire e
sono in ritardo,
ho un
appuntamento con
Lady Hannox, lo
sai bene.. Ho
promesso a
Gloria che sarei
assolutamente
andato da lei
stasera, ha
cambiato tutto
l’arredamento
della casa e ci
teneva a farmi
una sorpresa e a
sentire la mia
opinione sul suo
gusto nella
scelta. Bene fai
entrare questo
tipo alla
svelta, vedrò di
sbrigarmela.
Alcuni istanti
più tardi si
apre la porta
del salotto e il
maggiordomo
sollecita
l’ingresso
dell’ospite.
- Buona sera-,
dice George dopo
che il
maggiordomo ha
richiuso la
porta. – Lei
parla la mia
lingua a quanto
pare.-
-Sono nato a
Istanbul, ma ho
studiato a
Oxford e mi
occupo di
Import-Export
col vostro paese
soprattutto.-
-Cosa posso fare
per voi dunque?
Vi prego di
venire subito al
punto, sono
atteso e sono in
ritardo.
Sediamoci
prego.-
-Dovete uccidere
una persona per
me stasera. Il
nostro comune
amico mi dice
che siete
completamente
affidabile e
riservato.
Naturalmente
pagherò
qualsiasi somma,
qualsiasi.-
George Page è
profondamente
sorpreso e
irritato. Si
alza, respira
profondamente e
solleva le
spalle.
-Mi spiace
davvero, Mr.
Seyan, ma non mi
occupo di affari
privati se non
nei tribunali.
Ora vi prego di
scusarmi ma sono
atteso,
buonasera.-
L’ospite
inatteso non si
muove, prende
un sacchetto di
velluto nero da
un a tasca e ne
mostra il
contenuto sotto
una lampada, una
fortuna in
diamanti
purissimi.
- Questi sono
vostri. La
questione non
richiederà più
di un’ora e non
vi sono rischi.
Mi si dice che
siate molto
sensibile ai
principi morali
del diritto
naturale e alle
ingiustizie. E
che siete
insuperabile
nello studio dei
casi di
omicidio.-
L’espressione
del volto di
George Page si
fa intenta e
interrogativa,
l’ospite ha
saputo quali
corde toccare.
La sua
ostinazione per
combattere
quelle che egli
ritiene
ingiustizie è un
argomento di
discussione che
si accende
sempre quando
egli entra nelle
aule dei
tribunali, dove
tutti lo temono
come avversario
quasi
invincibile.
Quelli che lo
conoscevano a
fondo erano
consapevoli del
fatto che
avrebbe potuto
avere successo
in qualsiasi
altro campo
avesse tentato.
Nella aule dei
tribunali
arrischiava
conclusioni che
nessun altro
penalista si
sarebbe
azzardato a
tentare di
dimostrare. Egli
era ormai famoso
per i casi di
omicidio nei
quali riusciva a
far assolvere
gli imputati che
l’accusa
riteneva di
avere ormai
messo per sempre
dietro le
sbarre. La sua
logica tagliava
come un coltello
ben affiliato, i
suoi assistenti
nelle aule dei
tribunali
impallidivano
quando egli
affrontava il
giudice con una
richiesta di
assoluzione che
pareva quanto
meno
improbabile. Ma
chiedere la
clemenza del
giudice e le
attenuanti gli
sarebbe parsa
una offesa alle
sue capacità e,
infine, una cosa
che lo avrebbe
annoiato.
Ottenere
l’assoluzione
del suo cliente
era per lui una
droga e quasi
sempre riusciva
nell’intento. La
sua specialità
consisteva nel
fornire una
ricostruzione
attendibile del
delitto, ma del
tutto diversa da
quella fornita
dall’accusa,
riusciva così a
insinuare il
dubbio nella
giuria. I suoi
avversari
dovevano
riconoscergli
una incredibile
abilità nello
studio dei
dettagli.
‘Sembra quasi
che il delitto
lo abbia
commesso tu,
George, in vece
del tuo
cliente.’ Gli
aveva detto una
volta un
rappresentante
dell’accusa al
termine di una
di queste
stupefacenti
ricostruzioni
del delitto in
aula. ‘Ti
assicuro che
siamo entrambi
innocenti ’,
era stata la
candida risposta
di George Page.
Ma egli aveva un
segreto. La sua
conoscenza
dell’animo umano
si era spinta
oltre il limite
consueto. Più
volte, parlando
con un suo
cliente accusato
di omicidio,
che si
riconosceva
colpevole solo a
lui, aveva
scoperto che
l’assassino era
di elevata
statura morale e
intravisto in
questo cliente
un
irrinunciabile
dovere
nell’assassinare
la vittima e
forse anche un
freddo piacere.
Non ha forse
diritto di
uccidere i
colpevoli un
uomo che si vede
tradito dalla
moglie e dal
suo socio
fidato, lasciato
all’improvviso
senza denaro,
amicizia,
affetti? Non ha
diritto di
uccidere i
colpevoli un
uomo la cui vita
viene rovinata
dalle calunnie?
George Page era
perfettamente
consapevole che
in molti casi un
uomo non riesce
ad avere
giustizia.
Quest’uomo deve
rinunciare a
rispondere alle
offese anche
quando queste
sono gravi e i
colpevoli certi
senza dubbio?
Quando un suo
cliente veniva
condannato per
aver commesso un
omicidio in
circostanze che
lo
giustificavano,
egli provava il
dolore che si
prova nel
perdere un
amico. A poco a
poco, caso dopo
caso, egli aveva
accettato i
principio che in
determinate
circostanze un
delitto è un
diritto
dell’offeso e
forse anche un
dovere morale,
ma non sapeva
che un giorno ne
avrebbe tratto
le conseguenze.
Era accaduto sul
campo di golf,
un suo
avversario aveva
ascoltato con
grande interesse
le sue teorie
sull’omicidio
giustificato
dalle
circostanze e
poi aveva avuto
parole di
apprezzamento
per il suo polso
fermo. Erano
diventati
amici., Col
tempo aveva
intuito che il
suo amico
ricopriva un
qualche incarico
molto delicato
nei servizi
della corona.
Finché un giorno
non si era
sentito dire
qualcosa di
veramente
inatteso.
-Mi chiedo se
avresti
interesse a
mettere in
pratica le tue
teorie, George.
- Gli aveva
detto.
-Che cosa
intendi -,
aveva risposto
stupefatto.
E così si era
trovato a
uccidere i
nemici del suo
paese, spie che
facevano il
doppio gioco,
finanzieri che
agivano in modo
disonesto per
paesi stranieri,
trafficanti
d’armi, perfino
banchieri
corrotti. Tutte
persone che
aveva modo di
conoscere nel
suo ambiente, di
studiarne le
abitudini e i
vizi senza
sospetto.
Naturalmente
aveva dovuto
imparare una
quantità di
nozioni sia
teoriche che
pratiche. Aveva
imparato a
preparare i
piani di un
delitto e a
eseguirlo senza
errori. Anno
dopo anno le sue
esperienze di
assassino si
erano sommate a
quelle nei
tribunali, ed
era diventato
sempre più
difficile far
condannare un
suo cliente.
George Page è
già un uomo
ricco ma non
riesce a
staccare lo
sguardo dal
sacchetto con i
diamanti, il suo
contenuto è più
che sufficiente
a una vita in
cui potrebbe
permettersi
tutto; Gloria
ama viaggiare,
passerebbero la
vita muovendo da
un paese
all’altro,
potrebbe
comprarsi dieci,
venti case nei
posti più belli
d’Europa. Ma per
ottenere tutto
questo non può
commettere un
delitto senza
motivo.
E chi dovrei
uccidere per
voi, Mr. Seyan?
E in base a
quali principi
morali?-
-Dovete uccidere
mia moglie.-
-Dovrei uccidere
vostra moglie?
Davvero non
crederete che io
mi immischi in
una questione
tanto ordinaria.
E quali
sarebbero i
principi morale
che giustificano
il delitto?
Vostra moglie è
per caso una
pessima cuoca?
Ebbene, Mr.
Seyan vi darò
una possibilità,
ma se non sarete
convincente, se
quello che mi
chiedete é
contrario ai
miei principi
sarò costretto a
deludervi.
Parlate alla
svelta
dunque. -
-L’ho vista la
prima volta a
Istanbul. Era
bellissima, era
seduta a un
tavolo da gioco
tutte le sere e
perdeva sempre.
Cercava di
nascondere la
sua irritazione,
ma si capiva
benissimo che
non le faceva
piacere
separarsi dal
suo denaro. Sono
un giocatore
esperto, mi resi
subito conto
della sua
inesperienza al
gioco d’azzardo,
mi chiedo ora se
non fingesse.
Ebbi
l’intuizione che
il tavolo da
gioco potesse
essere il campo
di battaglia
dove
conquistarla, ma
non potevo certo
offrirgliene in
modo aperto, si
sarebbe
considerata
insultata. Mi
sono sempre
chiesto da dove
avesse preso il
denaro che
continuava a
perdere. -
-E così? –
Interrompe un
sempre più
impaziente
George Page.
- Uno dei suo
avversari al
tavolo da gioco
era un mio amico
e gli feci cenno
che avrei voluto
prendere il suo
posto, infatti
di lì a poco lui
si alzò e io mi
sedetti di
fronte a quella
che pareva una
sprovveduta e
ingenua
giocatrice.
Cominciai a fare
in modo che la
fortuna girasse
dalla sua
parte. Mi
sorrideva
compiaciuta,
forse pensava
davvero di
essere diventata
brava e
fortunata, forse
mi ringraziava
per averle
risparmiato
altre perdite
umilianti, forse
recitava una
commedia ben
preparata. Oggi
mi chiedo se il
nostro incontro
sia stato
davvero casuale.
Presto seppi che
era rimasta
senza un soldo e
aveva conti
arretrati da
pagare, fui ben
lieto di
aiutarla.-
George Page
ascolta con
impazienza la
storia del ricco
ingenuo e della
bella
avventuriera.
Il turco
riprende come
assorto nei suoi
ricordi.
-Non amava
parlarmi di lei
, del suo
passato, mi
disse solo che
era nata e
vissuta a lungo
nel vostro
paese. Poco a
poco entrò nella
mia vita, la
presentai alla
mia famiglia che
ne fu
affascinata
nonostante fosse
una straniera
non musulmana.
La presenza di
una donna di
splendida
bellezza,
raffinata come
una regina,
accresceva il
prestigio della
mia famiglia.
Siamo la
famiglia, forse
dovrei dire la
tribù, più ricca
della Turchia,
forse non solo
della Turchia.
Una ricchezza
che ho
difficoltà a
valutare,
accresciuta nei
secoli da
mercanti che
hanno condotto
una vita spesso
rischiosa e
spesso frugale,
viaggiando nelle
carovane e sulle
navi, prima dei
treni e gli
aerei. La
presenza di
questa regina
candida, coi i
capelli biondi,
sembrava darci
qualcosa che ci
mancava, che gli
altri
pretendevano da
noi. Il nostro
matrimonio
sembrò un evento
naturale. -
-Venite al
punto, Mr.
Seyan, ve ne
prego, la nebbia
si infittisce-
-Per qualche
tempo tutto andò
per il meglio,
mia moglie aveva
una forte
passione per i
gioelli, ma data
la mia ricchezza
non avevo
difficoltà a
procurargliene,
ne ebbe dalla
collezione
provata della
mia famiglia e
dai migliori
gioiellieri di
Europa, feci
tagliare molte
pietre apposta
per lei ad
Amsterdam. Mai
poi avvenne
l’imprevisto, il
destino è sempre
dietro l’angolo.
Come sapete
stiamo
attraversando un
periodo di
turbolenze nel
Medio Oriente,
la mia famiglia
ne è
preoccupata, con
grande
discrezione e
grazie alle
nostre amicizie
abbiamo
provveduto a
trasformare in
sterline e altre
valute pregiate
molte delle
nostre
proprietà. Tutto
il denaro
ricavato è
depositato in
alcune banche di
Londra
esclusivamente a
mio nome, la mia
famiglia e io
siamo la stessa
cosa, ma quel
denaro non è
solo mio,
appartiene anche
a qualche
dozzina dei
miei. Subito
dopo queste
operazioni
finanziarie mia
moglie cominciò
a sentire una
grande nostalgia
per Londra,
sapete come
vanno queste
cose, il
desiderio di
rivedere gli
amici, di
ritrovare i
luoghi e le
abitudini. In
breve, per
rivederla
sorridere le
presi una casa a
Londra ed ella
in effetti si
mostrò molto
grata. Lasciai
dunque che si
trasferisse, con
l'accordo di
farle visita
ogni mese per
alcuni giorni.
Questo mi
consente anche
di curare gli
affari di
famiglia, di più
per lei non
avrei potuto
fare. Mia
moglie portò
con se tutti i
suoi gioielli e
un domestico, un
certo Alì.
Naturalmente
speravo che dopo
un certo periodo
questa sua
nostalgia le
passasse e
tornasse a
Istanbul nella
nostra casa. -
-Ancora una
volta vi prego
di venire al
punto,- lo
interrompe
ancora George
page che
continua a
guardare
insoddisfatto
l’orologio.-
-Bene, un giorno
ricevo una busta
piena di
documenti dal
più noto e
costoso studio
legale di
Londra. Mia
moglie chiedeva
il divorzio al
tribunale.
Lamentava di
sentirsi sola e
trascurata, di
essere sgradita
alla mia
famiglia. Mi
accusava di
averla scacciata
e mandata a
Londra in
esilio.
Affermava di
essere in gravi
difficoltà
economiche dopo
avermi affidato
la sua dote. E
infine aveva
fatto congelare
nelle banche di
Londra tutto il
denaro della mia
famiglia e ne
pretendeva la
metà. Non so
come vi sia
riuscita, ma
ella conosce
ogni dettaglio
dei miei
movimenti
finanziari a
Londra,
probabilmente
sono stato
ingenuo e
imprudente, mai
avrei pensato a
un suo
tradimento. E’
tutto.-
George Page è
abituato a
riflettere
velocemente.
-Supponiamo che
accetti il
vostro incarico,
qual’è il piano?
-
-Oggi
pomeriggio ho
invitato mia
moglie al
circolo del
cricket con la
promessa di
discutere a suo
favore le
richieste di
denaro che ha
avanzato.
Naturalmente le
ho offerto da
bere al bar del
circolo e ho
fatto in modo
che bevesse un
sonnifero
insapore dalla
potente azione
progressiva,
quindi l’ho
riportata a casa
non appena ha
cominciato a
sentire
l’effetto della
droga. L’ho
lasciata
adagiata sulla
sua poltrona, il
bel volto
avvolto dal
burka, con le
spalle al
corridoio che vi
condurrà a lei
senza
possibilità di
errore. –
-E i domestici?-
-Sono fuori fino
a domattina,
inoltre suo
servitore
autista Alì non
è tanto fedele
come lei crede,
ci informa di
tutto a
vantaggio della
sua famiglia
rimasta in
Turchia.-
-Capisco.-
Il turco
riprende con
voce sommessa.
- Mia moglie
aspetta una
visita per
stanotte, così
ha mandato
liberi la sua
cameriera e
questo Alì. Mi
tradisce oltre a
voler derubare
la mia famiglia.
Una cosa
insopportabile.-
George Page
rimane assorto,
il turco capisce
di aver colpito
il bersaglio. Ha
rappresentato
sua moglie come
un demonio avido
e immorale.
George Page
paragona la
moglie del
disgraziato
turco alla sua
adorabile e
ingenua Gloria e
si ritiene un
uomo tra i più
fortunati. Ora
però deve capire
a fondo cosa ha
in mente di fare
il turco.
-Credo vi
rendiate conto,
Mr. Seyan, che
sarete il primo
a essere
sospettato
dell’omicidio di
vostro moglie.
Come pensate di
cavarvela?-
-Sparirò dalla
.scena mentre
viene commesso
il delitto.
State a sentire
il resto del mio
piano. Ora
scenderemo in
strada, il mio
autista ci
aspetta con la
mia macchina. Ci
seguirete con la
vostra auto, il
mio autista è
molto esperto,
conosce ogni
strada e se la
caverà in
questa notte di
nebbia fitta.
L’oscurità
favorisce gli
amanti e la
vendetta. Ci
fermeremo a metà
strada per
consentirmi di
scendere al mio
Club, che
lascerò subito
per imbarcarmi
su un battello
che mi attende
al largo. Voi
proseguirete, il
mio autista vi
farà strada fino
alla casa di mia
moglie e vi
aprirà un
cancello sul
retro dal quale
potrete salire
pochi gradini ed
entrare da una
porta di
servizio che
abbiamo lasciato
aperta. Un breve
corridoio vi
condurrà dalla
cucina alla
porta della
camera di mio
moglie, che
troverete
addormentata
come vi ho
spiegato.
-Ma avete
preparato un
delitto senza
sapere se
l’assassino era
disponibile.
Potevate non
trovarmi in
casa. -
Il suo ospite
annuisce.
-Forse ho
tentato a caso.
La casualità è
un ingrediente
essenziale del
delitto
perfetto.
Oppure questo
pomeriggio il
mio autista è
entrato nel
vostro garage
con la scusa di
una informazione
e ha verificato
che la vostra
auto era al suo
posto. La nebbia
che si infittiva
rendeva
improbabile che
sareste uscito.
-
-Avete avuto
fortuna e
coraggio, come
vedete stavo per
uscire..-
-Compiere un
delitto con
successo
richiede anche
fortuna e nella
vita la paura è
cattiva
consigliera.-
-In effetti
devo riconoscere
che non mi
sembra un piano
mal congegnato,
concludete vi
prego.-
-Le arriverete
alle spalle,
sarete
silenzioso per
precauzione ma
non temete che
vi possa
sentire, il
sonnifero che le
abbiamo sciolto
nel bicchiere
sarà nel pieno
effetto. Il suo
voltò dovrebbe
essere coperto
dal burka e vi
consiglio di non
provare a
guardarla in
volto, piuttosto
rimanete alle
sue spalle. Il
suo volto è
divino, sareste
ammaliato da
questa
sconosciuta
addormentata e
non riuscireste
a portare a
termine il
vostro lavoro,
i demoni sono
angeli, sapete.
E poi un delitto
perfetto
richiede che
l’assassino non
conosca la sua
vittima. –
Una espressione
di disgusto
marca il volto
di George Page
nel sentirsi
definire un
assassino che
potrebbe non
riuscire a
portare a
termine il suo
lavoro. Ma il
suo
interlocutore lo
ignora e
continua. – Il
volto di quella
donna non lascia
trasparire nulla
della volgarità
del suo animo,
purtroppo.-
La bella
addormentata,
pensa George
Page. Solo che
invece del bacio
del principe le
sarebbe toccato
un laccio rosso
attorno al
collo. Il turco
sembra non
tenere conto
della muta
interruzione.
-Il mio autista
rimarrà in
strada ad
attendervi, poi
vi farà strada
fino
all’indirizzo
che gli darete,
egli conosce
perfettamente
ogni angolo
della città vi
assicuro, saprà
guidare nella
nebbia fitta che
vi sarà
complice. Quando
sarete arrivato
a destinazione
egli si
allontanerà con
la mia auto ,
non credo avrete
mai modo di
rivederlo. Ora
c’è solo un
ultimo problema.
Il vostro
maggiordomo
tacerà sulla mia
visita? Mi si
dice che è un
uomo
completamente
fidato. –
In effetti la
devozione, le
tacite
complicità, e
uno stipendio
eccezionalmente
elevato, hanno
fatto di Wilson
una persona di
fiducia
illimitata.
George Page lo
chiama.
-Desiderate,
signore?-
-Per favore
Wilson,
avvertite il
garage dabbasso
di preparare la
mia auto. Ah,
Wilson, stasera
non ho ricevuto
visite.-
-Bene signore,
buona serata.-
Viaggio nella
nebbia
Un autista
silenzioso e
abile si muove
sicuro nella
nebbia più fitta
che si sia mai
vista, George
Page conosce le
strade della sua
città ma gli è
impossibile
distinguere dove
si dirige
l’autista, tiene
gli occhi fissi
sui fanalini
rossi della
macchina che lo
precede e ha
quasi la
certezza che gli
facciano
compiere qualche
giro per
disorientarlo.
Tanto meglio se
non sa dove lo
portano, dice a
se stesso.
L’auto in testa
rallenta e si
ferma per
consentire al
passeggero di
scendere ed
entrare nella
porta illuminata
di un Club. Le
due auto
riprendono i
viaggio e si
fermano di nuovo
dopo pochi
minuti. George
Page vede
scendere
l’autista e
scende a sua
volta, in una
tasca del
soprabito
stringe un
sacchetto di
velluto nero,
nell’altra un
laccio rosso.
Tutto a posto
Un laccio rosso
è stato lasciato
accanto a una
poltrona. Una
donna avida e
infedele ha
ricevuto la sua
punizione. Un
sacchetto di
diamanti è
passato di mano.
Tutto a posto.
George Page è un
uomo molto
soddisfatto alla
guida della sua
auto che dirige
verso
l’abitazione di
Gloria seguendo
le luci
posteriori
dell’auto che lo
guida sicura
nella nebbia
sempre più
fitta. Egli
immagina Gloria
leggermente
impaziente per
il suo ritardo,
lo sgriderà
perché la cena
era ormai pronta
ed è stata
tenuta in
apprensione per
via della notte
orribile. Ma
egli le
sorriderà,
amabile e
beffardo, le
dirà dei loro
progetti per il
futuro. Immagina
la sua sorpresa
e di come gli
occhi adirati di
lei si
riempiranno di
miele. L’auto
che precede si
ferma, egli
capisce di
essere arrivato
e scende mentre
l’altra auto
riparte e si
allontana. Egli
cerca di
orientarsi, vede
un portone
illuminato che
gli sembra
quello della
casa di Gloria,
vi si dirige.
I fari di
un’auto ferma
illuminano il
portone della
casa di Lady
Hannox. Molto
strano, pensa
George Page, chi
può essere in
visita da Gloria
a quest’ora
della notte? Un
agente è sui
gradini, George
Page lo
riconosce, è
l’agente Brown
di Scotland
Yard. Davvero
insolito. Egli
cerca di
nascondere
strani
presentimenti
con il suo senso
dell’umorismo.
-Buona sera
agente Brown,
cosa succede. Un
ladro forse? E’
una notte ideale
per i ladri di
case, credo che
siano tutti
fuori al lavoro,
mi spiace per
voi.-
Anche Brown lo
riconosce. –
Buona sera,
signore. Si
tratta di un
assassino a
quanto sembra,
non un ladro. E’
successo
qualcosa di
terribile nella
casa. Lady
Gloria Hannox è
stata trovata
strangolata. Un
omicidio a
quanto pare. Due
nostri detective
sono di sopra. –
La luce dei fari
dell’auto
riflessa dalle
minuscole
goccioline di
nebbia deforma i
volti dei due
interlocutori,
impossibile
decifrare le
espressioni.
-La vittima è
stata
strangolata con
un laccio rosso
di seta,
qualcosa che
ricorda un rito
orientale, Mr.
Page. -
E’ la voce di
uno dei due
detective che fa
trasalire George
Page.
-Voi la
conoscevate, non
è vero? La
vostra fama nel
fare lo studio
della scena di
un delitto ci è
ben nota, ci
aiuterete a
trovare
l’assassino
spero.
-Si conoscevo
Lady Hannox, ero
un suo intimo
amico potrei
dire. Avrei
dovuto vedermi
con lei stasera.
Potete contare
su tutto il mio
aiuto. -
Il mattino dopo
-Qualcuno chiede
di voi al
telefono,
signore.
Qualcuno che
conoscete,
credo, il vostro
amico con cui
giocate sempre
al golf a
giudicare dalla
voce, egli ha
l’abitudine di
non dire il suo
nome . La
colazione è
pronta. –
-Grazie,
Wilson.-
George Page
passa dalla
stanza di letto
allo studio per
rispondere al
telefono, Mai
sonno fu più
agitato del suo
durante la breve
notte. Prende in
mano la
cornetta.
-Salve.-
-Salve George.
Avrai sentito
del delitto
credo. -
-.Sono arrivato
sulla scena del
delitto pochi
minuti dopo.-
-Uno vero gioco
del destino, se
tu fossi
arrivato pochi
minuti prima
avresti
incontrato
l’assassino.-
- E’ stato un
succedersi di
strani eventi
ieri notte.
Tutto è
cominciato
quando si è
presentato da me
quel turco con
una tua
presentazione.
Come si chiama?
Seyan, ricordo
bene? -
-Ricordi bene,
ma dimentica di
aver mai sentito
questo nome,
Gloria Hannox
era sua moglie.-
George Page è
diventato una
pietra.
Fortunatamente
nessuno può
vedere la
trasformazione
avvenuta in lui
nel sentire la
conferma al
sospetto che lo
ha tormentato
tutta la notte.
- Scotland Yard
sospetta
certamente di
lui allora, di
questo Seyan
voglio dire.-
No, ti sbagli.
Il delitto è
stato attribuito
a un certo Alì,
l’autista
tuttofare della
vittima. Questo
Alì è sparito e
con lui sono
spariti i
gioielli tenuti
in una
cassaforte, a
quanto ha detto
la cameriera
tornata
stamattina
presto. A quanto
pare sia lei che
Alì l’assassino
avevano ottenuto
un giorno
libero. Il caso
è chiuso ho
parlato ora con
Scotland Yard.-
- Capisco, vi
risulta che Mr.
Seyan avesse
problemi con
alcune banche
qui, per un
intervento della
moglie?-
-Non so nulla. E
non credo che
una banca sia
interessata a
restare
coinvolta in un
caso di
omicidio, non
credo che vi
saranno
dichiarazioni
non sollecitate.
Mi sono
congratulato con
Scotland Yard
per la rapidità
con cui è stato
risolto il caso.
Mr. Seyan ha
lavorato per noi
con
soddisfazione,
sai. Ci fornisce
ottime
informazioni
sulla situazione
in Medio Oriente
grazie alle
amicizie della
sua famiglia,
spesso siamo
stati messi in
grado di
prevedere gli
eventi grazie ai
suoi rapporti. -
-Ma Scotland
Yard non lo
cerca? Dopotutto
era il marito
della vittima,
mi sembra
davvero insolito
che nessuno si
interessi a lui.
La cameriera non
ha detto nullo
al riguardo ai
detectives ? -
-Mr. Seyan vive
in Turchia,
viaggia molto
per affari, non
è facile
mettersi in
contatto con
lui. La
cameriera ha
affermato che i
rapporti tra
marito e moglie
non erano
eccellenti e che
i due si
incontravano per
discutere del
trattamento
economico
preteso da
Gloria in
seguito alla
richiesta di
divorzio,
null’altro.
Gloria era una
donna
privilegiata
grazie alla
generosità del
marito e lo
sarebbe rimasta
anche dopo la
separazione, non
può essere certo
questo un
movente, le
possibilità
economiche della
famiglia Seyan
possono
permettersi un
divorzio. Gli
uffici
dell’Interpol
sono stati
avvisati di
ricercare
l’autista, quel
tale Alì, per
omicidio, forse
si sarà
imbarcato sotto
falso nome su
qualche nave
compiacente, ha
avuto tutto il
tempo di
organizzare il
suo piano, da
solo o con
qualche
complice. -
-Ma non sono
state trovate
lettere,
documenti,
nell’abitazione?
Lo studio legale
di Gloria non si
è presentato?-
-Uno studio
legale è
interessato ai
possibili
clienti futuri,
non a quelli che
non possono più
pagarli. Per il
resto tieni
presente che le
indagini sono
cominciate
realmente solo
nella mattinata,
quando la
cameriera si è
ripresentata
secondo le
istruzioni
ricevute il
giorno prima,
stranamente non
si trovano
documenti
nell’abitazione
della vittima,
forse sono
conservati in
una cassetta di
sicurezza che
verrà fuori
chissà quando,
forse li ha
portati via e
distrutti questo
Alì per maggior
sicurezza. La
vita privata
della vittima
era praticamente
sconosciuta al
giro dei nostri
amici, a parte
la vostra
relazione. A
quanto sembra, e
per differenti
motivi, Gloria e
suo marito non
si facevano
vedere in giro.
Rimarrebbe un
punto da
chiarire, ma
ormai ha poca
importanza.-
-Il caso non
può dirsi
risolto del
tutto, dunque.-
-Bene, come sai,
ieri notte
Scotland Yard ha
ricevuto una
breve telefonata
concitata,
subito dopo il
delitto si
presume, poche
parole dette da
una cabina
probabilmente,
con un accento
straniero.
Qualcuno voleva
far sapere del
delitto alla
polizia. Ma chi
ne era a
conoscenza oltre
l’assassino
stesso? Un suo
complice?
Qualcuno che è
arrivato sulla
scena del
delitto, forse
mentre
l’assassino
usciva dal
cancello sul
retro? In
questo ultimo
caso l’uomo che
ha fatto la
telefonata,
l’ospite atteso
o inatteso da
Lady Hannox,
doveva avere le
chiavi della
casa di Gloria,
per poter salire
e scoprire il
delitto. Tui eri
in rapporti
eccellenti con
Gloria, non è
vero? –
-Si, davvero
eccellenti, non
troverei parola
migliore. Forse
il marito,
l’autista e la
cameriera
avevano le
chiavi.-
- Scotland Yard
ha pensato per
un momento di
farti alcune
domande, ma la
fuga di Alì e la
sparizione dei
gioielli ha
risolto ogni
cosa. Dimentica
tutto.
L'assassinio di
Gloria deve
averti
sconvolto, forse
dovresti
lasciare Londra,
troppi ricordi.-
-Suppongo che
non avremo
motivo di
rivederci per
qualche tempo.-
-Verrà
depositata una
somma rilevante
sul tuo conto,
potresti
concederti una
lunga vacanza.
Ma evita
Istanbul è una
città turbolenta
e
imprevedibile.-
FINE