IL SEDERE TRA LE FOGLIE

- Master, ora vuoi dirmi, perché mi hai portato qui, in campagna?

- Per sentire l’aria soffice e tiepida come il tuo sedere accanto a me nel letto.

Master le mostra il  disegno di Becky che fa vedere a Tom il suo sederino tra le foglie.

- E’ questo che vuoi master perverso, vuoi vedere il mio sedere tra le foglie?

- No, vieni con me in quel capanno.

Nel capanno Master accende e attizza un fuoco.

- Master non ho freddo, anche se mi ordini di tirarmi giù le mutande.

Master esamina con calma alcuni attrezzi per il bestiame.

- Mi spiace Boom Boom, ma devo marchiarti a fuoco il sedere, altrimenti non imparerai mai a fare la prospettiva nei disegni e a mantenere le proporzioni.

Boom Boom in ginocchio bagna di lacrime la mano di Master.

Per la Santa Vergine del Pilar, non guardarmi con quegli occhi da diavolo, il mio sedere brucerà come all’inferno. Ti supplico Master, perdona la tua schiava zuccona.


                                                       PASSIONE ELETTRICA

Il bacio si interrompe.

-Vuoi essere sculacciata, amore?

Desiderio e paura negli occhi della gazella.

-Si.

-Col filo elettrico sul culetto?

-Se vuoi.

Mano nella mano verso la camera da letto. Juliet si tira giù le mutandine e si prepara distesa di traverso. Al bordo del letto, in piedi davanti a lei, le prendo la testa tra le ginocchia, le sue braccia si stringono alle mie gambe. Preparo una frusta col filo elettrico.

-Sei pronta?

La frusta le lascia un segno rosso sul sedere. Sconvolta dal bruciore e dal piacere della sottomissione, solleva la testa e si gira, i suoi occhi pieni di gratitudine supplicano ‘ancora’, mentre avida succhia il mio pollice tra le sue labbra.    


                     SCHIAVA

Primo tempo. Decisa e torbida.

Decisa e torbida

Si sfila le mutande

La frusta per lei attende

Sottomissione

Umiliazione

Morbido espone il sedere

Al mio piacere.

Ahi

Uno, mio signore

Grazie amore.

Orgogliosa

Non ruscello di lacrime

Ma serpente al guizzo della fiamma

Si torce.

Cede alla mano che la sfiora

Si ridistende

In silenzio implora

Ancora, ancora.

 

 

 

 

 

Intervallo.  Le danzatrici di Vienna

Le danzatrici di Vienna corrono fuori dall’Opera

In bicicletta fino a Budapest senza mai lasciare il Danubio

Sollevano le gonne per farsi guardare dal sole.



La chitarra suona per le donne morene

Che si fanno cristiane

Quando i saraceni sono in fuga da Siviglia.



A Vladivostock Natasha studia le equazioni differenziali

Ha preso la Transiberiana per andare in Crimea

Per scegliere da chi farsi comprare

Le bionde valgono molto a Ovest.



Non tutti in Spagna suonano la chitarra,

Perché le donne spagnole amano la chitarra

Ma non sempre il chitarrista.

 

 

 

 

 

 

Secondo tempo. Avida.

Avida succhia il mio pollice

La bocca é soffice.

Ahi

Due, mio signore

Grazie amore.

Sfiora il mio dito

L'intimo del tondo culetto

Ardito.

'Brava, sei proprio brava'

'Sono la tua schiava.'

 

La oscurità della sua ombra e la luce dei suoi occhi

Ipnotizzava e comandava al suo corpo e alla sua anima

Con un solo sguardo. 

La sua narice affilata e la bocca perversa

Si giravano verso la bianca pelle che vibrava a ogni colpo

Sperando nella frustata.  

I lobi  addolciti da gemiti stranieri  e baci universali.

 La musica immaginaria che marcava la scena

Moveva i loro corpi con aria cadenzosa,

Liberava umori che facevano opachi i vetri della finestra, 

Tanto annebbiati quanto la sua mente in quegli istanti,

Che non poteva illustrare quel momento,

Soltanto come un coro a ogni colpo ‘Si, mio signore’.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 21-09-09.