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  DANIELLA E IL TANGO

 Sigaro avana 

 MISS DISCIPLINA

 LA PIRAMIDE SPIRITICA

 

                 

 

 

 

 

                                                          DANIELLA E IL TANGO

-Non ci riuscirai mai, Daniella.-                                                                                                                                                                      

-Allora vado da sola.-

Adesso sarebbe arrivata la patetica e minacciosa storia. Si sentiva chiusa in gabbia. Si era sempre sentita chiusa in gabbia e sperava che con me sarebbe stato diverso.  

-Riproviamo, però mi ci vuole un tango.-

Musica. Qualche passo di tango, avanti e indietro, lo avevo imparato quasi subito. Il dramma era farle fare la giravolta.

Io giravo e lei rimaneva ferma.

 Lasciarla andare da sola a ballare il tango neanche a pensarci. Sono possessivo. Il tango Daniela lo balla solo con me, i suoi fianchi li tengono solo le mie mani.

 Ci siamo.
Il negro all’ingresso del locale è davvero una bestia. Mai visto uno più grosso. Con quel completo nero che gli va stretto ha un’aria terribile e comica. Da dietro alla bestia sbuca un bianco piccolino che dopo avermi guardato con attenzione ci informa premuroso:

-Questa è una sala da tango.-

 Mi volto verso Daniella per dirle se non è meglio una cioccolata con i biscottini al posto del tango.

Daniella  è bella. Bella e sorridente. Mi piace che tutto sia semplice e che fili via nel sorriso.

 -Ti piaccio vestita così?- .

 -Saresti bellissima anche dentro al sacco delle patate. –

Ispirato dall’orchestra le parlo col mio spagnolo buffo.

E adesso balliamo un tango, il mio primo tango. Guardo in basso, le mie scarpe lucide si compiacciono, non mi credevano capace di tanto. Le tocco i fianchi con lo sguardo fiero, mi arriva il profumo dolce del suo corpo. Passa il negro gigante e ci saluta contento. 

 Daniella si fa più vicina.

-Ti devo parlare di un segreto terribile. Ti prenderà il terrore. Quel negro gigante è il mio demonio, mi segue, da quando ero bambina. Quando era piccolo lo picchiavo sempre sulla testa.-

 

                                                   Sigaro avana 

Mi ero fermato solo per accendere il sigaro nel modo giusto. Ma la ragazza non lo aveva capito.

- Portami dove ti pare aveva detto -. La sua valigia nera sfondata aveva trascinato la ragazza e il suo vestitino corto giallo fino allo sportello della mia limousine scoperta.

Mentre saliva le avevo guardato il sedere. Lei aveva sorriso contenta.

- Mi chiamo Maria.-

All’improvviso la pioggia mi aveva trasformato in un pesce bollito. Il caldo faceva evaporare le gocce che rimbalzavano sulla strada. Le moto della polizia si erano fermati sotto i ponti. I poliziotti a terra senza casco erano di nuovo disgraziati da due soldi.

La ragazza aveva cominciato a cantare una storia di banane fritte nello sciroppo di zucchero.

-Siamo arrivati al distributore di benzina. Puoi fare quello che ti pare per dieci minuti.-

-Devi spegnere il sigaro.-

Prese con se la valigia, perché voleva cambiarsi.

Mi ero messo il sigaro spento nel taschino della camicia, con cura, prima di scendere alla pompa. –

 Dopo il pieno di benzina, avevo riacceso il sigaro e mi avviavo verso il bar in cerca della ragazza, quando la vidi uscire. Ma non era sola, due tipi uscivano con lei, il primo le teneva un braccio, l’altro portava la valigia. Entrai nel bar per bere qualcosa col ghiaccio.

Il barista raccontava a tutti di nuovo la storia: i due agenti si fermavano sempre a mangiare qualcosa a quest’ora, il loro piatto preferito erano le salsicce arrosto con patate e birra fredda.  Uno dei due aveva visto il rigagnolo denso  rosso scuro che usciva dalla valigia. Lei ha sorriso e ha spiegato che era suo marito fatto a pezzi. Ha detto che era scesa alla fermata dell’autobus nella strada per seppellire la valigia nei campi, ma aveva caldo e prima voleva rinfrescarsi.

 - Ehi, signore, dovete spegnere il sigaro, qui dentro non si può fumare. -

                                       

  Hedgar Hopper                                                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                              Miss Disciplina  

-E’ la figlia illegittima del generale dell’esercito Manolo Ramirez Ortega. Dolores Mango ha sentito la madre superiore che lo diceva.-

-Dolores è una lingua nera, lo sapete tutte.-

-Maria Gringa lo ha visto il generale, in uniforme tutta bianca e dieci medaglie, stava in parlatorio con sua figlia e teneva il berretto in mano.-

-Maria ha la lingua più nera di Dolores. Lo sanno tutti che i generali non possono andare senza berretto in testa in testa, neanche in casa.-

Le ragazze non erano mai riuscite a scoprire chi fosse Miss Disciplina: le sue origini segrete rendevano ancora più terribile i lampi nei suoi occhi quando una delle ragazze faceva uno sbaglio, anche un piccolo sbaglio. Ma alle volte le ragazze facevano un grande sbaglio, come quando si accorciavano la gonna e  ricucivano l’orlo pensando di ingannare Miss Disciplina.

-I ragazzi devono guardarci e poter scegliere, altrimenti non sanno cosa comprano. Chi la sposa una ragazza con la gonna lunga? – Questo si dicevano le ragazze, e lo sanno tutti che è proprio così.

Miss Disciplina aveva negli occhi il metro per misurare la lunghezza delle gonne, prima o poi la colpevole cadeva in trappola. La sventurata doveva mettersi in ginocchio per farsi tagliare con le forbici l’orlo della vergogna, era la specialità di Miss Disciplina.

-Ha le gambe di papera e vuole farci finire senza marito, vuole che ci facciamo novizie per disperazione.- Questo punto era considerato certo nell’opinione delle ragazze della scuola del Sacro Cuore.-

Il vero incubo delle ragazze erano i cartellini colorati. Carmen, racconta di quando Miss Disciplina fece chiamare tua madre per il cartellino blu.

-Gambe di Papera mi aveva dato il cartellino blu. Dopo tre cartellini gialli arriva il cartellino blu. E io avevo ricevuto i gialli per tre differenti mancanze. Tre mancanze in un trimestre. Dopo il secondo giallo me ne stavo al riparo lontano dai suoi occhi feroci, molto attenta, ma Gambe di Papera mi seguiva, stava in agguato, aveva le sue luride spie, piccole ruffianelle che volevano evitare il terzo cartellino blu in un trimestre.

Tre cartellini blu in un trimestre facevano un cartellino rosso, e un cartellino rosso significava espulsione, per un periodo o per sempre. Nessuna ragazza parlava mai dei cartellini rossi, neppure fuori nel patio._  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   LA  PIRAMIDE SPIRITICA

G- Racconta ancora di Papapa e le sue sedute spiritiche.-

D- Papapa dormiva sempre sotto una piramide.-

G-Una piramide a Lima? Aveva una piramide a Lima di sua proprietà, come un faraone d’Egitto? Forse vuoi dire che dormiva dentro la piramide. Si faceva portare la cena.-

D- No. I partecipanti alle sue sedute spiritiche gli avevano fatto costruire una piccola piramide. Papapa era il loro medium. La piramide era appesa al soffitto della camera da letto, Papapa ci dormiva sotto. Non so di che materiale fosse costruita, mi dicevano che era come una antenna che canalizzava energia e ogni sorta di strane cose. Era come un filtro e una trasmittente allo stesso tempo. -

G- Ma sotto la piramide si potevano sentire le voci dagli altri mondi?-

D-Probabilmente nelle loro teste si. Io no. Stare sotto la piramide mi faceva venire mal di capo. -

G- Papapa dormiva sotto la piramide con Mamama o da solo.?-

D-Dormivano uno accanto all’altra, ma in letti separati.-

G- Mamama era una persona molto comprensiva,vedo, qualsiasi altra moglie avrebbe detto “Papapa, butta via questa piramide. O io, o la piramide”.-   

D-Non hai idea di tutte le cose strane che faceva Papapa. Una dietro l’altra. Ogni volta Mamama scuoteva la testa e diceva “Humberto è fatto così”. Si era abituata alle sue pazzie, forse ci si era anche affezionata. Dopo tutto la loro vita era confortevole e tenuta insieme dal reciproco affetto. In cambio della sua tolleranza, Mamama aveva il controllo della casa decideva su tutto.-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

                                  

 

 

 

 

   

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Ultimo aggiornamento: 21-09-09.